All’ombra dell’ultimo sole ora c’è Cristiano De Andrè

Figlio d’arte, una vita da Steve McQueen, grande passione per la musica e un’esistenza segnata da un genitore con uno spessore grande così. Cristiano De Andrè torna nelle Marche in un concerto dedicato proprio al grande Fabrizio. Il titolo è inequivocabile: De Andrè canta de Andrè.«Rispetto al progetto iniziale dicono gli organizzatori dell’evento-, il tour 2010 è arricchito da alcune novità, in un ricordo senza tempo di un padre e di un poeta che ha lasciato la sua impronta indelebile sulla storia della canzone italiana». Insieme a Megu Megun, ‘A Çimma, Ho visto Nina volare, Don Raffaè, Cose che dimentico, Se ti tagliassero a pezzetti, Smisurata preghiera, Verranno a chiederti del nostro amore, Andrea, La Cattiva strada, Un Giudice, Creuza de ma, Amico fragile, Marinella, Quello che non ho, Fiume Sand Creek, Il Pescatore, Zirichiltaggia, per il concerto di stasera a Porto Recanati, nell’Arena Gigli, sono in scaletta anche Anime salve, La collina, Bocca di rosa e La Canzone dell’amore perduto.

Cristiano lei torna nelle Marche, ma prima c’era già stato con suo padre con il memorabile concerto a Porto San Giorgio….

«Sì, sono passati molti anni e allora io cominciavo la mia carriera musicale. Ricordo perfettamente le atmosfere e le sensazioni di quella volta. C’era anche mia sorella Luvi: Per me fu l’inizio di un sogno».

Cosa è  ambiato rispetto a quando suonava con Tempi duri, la band che fondò negli anni ’80?

«Sono cambiate molte cose e sono cambiato anche io. E di quel periodo non rimpiango nulla. Erano altri tempi e basta. Per me è stato un  momento di passaggio, ma ho ancora tante cose da raccontare».

Quale sono i suoi progetti per l’immediato futuro?

«Mi sto dedicando al mio ultimo lavoro, un disco che uscirà nel prossimo anno. Inutile dire di più…».

Suo padre amava molto la Sardegna, qual è ora il suo rapporto con l’isola? 

«Ci torno sempre molto volentieri perchè vicino a Tempio Pausania abbiamo ancora l’agriturismo che mio padre realizzò in tanti anni insieme a Dori Ghezzi:  ’Agnata».

Cristiano De André, polistrumentista, compositore e cantautore, sul palco suona di tutto, dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere, accompagnato da quattro musicisti( Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso e contrabbasso, Davide Devito alla batteria), Luciano Luisi al piano,tastiere e programmazione. La regia dello spettacolo è curata da Pepi Morgia già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio.

Cristiano, ultima domanda, suo padre collaborò per anni con la Premiata Forneria Marconi, lei pensa si fare altrettanto? 

«No, penso proprio che non ci sarà alcuna collaborazione».

Insomma, parafrasando una nota canzone,sono cose che dimentico.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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