C’è l’eclissi, ma non abbiate paura

In questi giorni leggo qua e là notizie un po’ curiose sull’eclissi di Sole che avverrà venerdì prossimo e sarà visibile anche dal nostro Paese. Qualcuno ha scritto di allarmi per black out, improvviso oscuramento del giorno e altre nefande profezie. State tranquili, non accadrà nulla di tutto ciò. Se facciamo però un grosso passo indietro nel tempo, va detto che questo specifico fenomeno celeste, suscitava paure e angosce tra le antiche popolazioni. Accadeva secoli fa quando dell’eclissi non si sapeva pressochè nulla. Per gli antichi Babilonesi, ad esempio, come scrivo in questo articolo, l’eclissi era un momento di terrore. Credevano che sette esseri malvagi divorassero l’astro più brillante del cielo diurno. Più romantica, invece, la visione per gli aborigeni australiani che ritenevano una eclissi di Sole l’unione tra la Luna (l’uomo) ed il Sole (la donna).  Quindi dalla paura alla consapevolezza, dalla mitologia alla scienza, dal mistero alla ricerca con un unico risultato: il fenomeno celeste, ora, non spaventa più nessuno ma, al contrario, suscita una grande curiosità e un enorme interesse. Corbellerie giustificate, dunque? No, questo mai, però prendiamola con saggezza. Qualche piccola esagerazione non farà male a nessuno e anche se venerdì il giorno non diventerà notte abbiamo sempre la speranza, anzi la certezza, che il buio pesto, alla nostra latitudine, avverrà un pò più in là: il 3 settembre del 2081.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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