Giovanni Allevi «Il mio grande sogno, conquistare NewYork»

IL manager del Blue Note, il tempio della musica mondiale. Sono riuscito ad entrare,ma ho atteso un giorno intero senza essere ricevuto ».

E poi cosa è accaduto? 

«E’ accaduto l’inverosimile, forse incuriosito dalla mia tenacia il manager mi ha chiesto se ero sponsorizzato da qualcuno. Io ho risposto chevenivo solo in nome della musica, mi ha guardato e ha detto: “Quello è il pianoforte,
fammi sentire cosa sai fare”.

Primo scoglio superato quindi?

«Non lo so, non mi rendevo conto. Però ho capito che i restanti dieci minuti avrebbero deciso il mio futuro, la mia vita. Allora mi sono scatenato alla tastiera e alla fine ho percepito che l’audizione era andata bene».

Da cosa?

«Dal sorriso delle donne delle pulizie che evidentemente conoscevano il carattere del loro “boss”. Infatti subito dopo mi ha comunicato che mi avrebbe fatto suonare nel locale».

In quel momento cosa ha pensato?

«Nulla, so solo che quando sono uscito dalla metropolitana, con quel foglio che mi garantiva il concerto,mi sono sentito il padrone di New York. I grattacieli mi sono sembrati piccoli piccoli».

Insomma sei mesi di tempo per preparare la performance, ma prima a Milano, come aveva vissuto?

«In un anno non ero riuscito a suonare in nessun locale. I miei erano preoccupati perchè non vedevano sbocchi. Nel frattempo mi guadagnavo da vivere facendo il cameriere guadagnando 700 euro al mese. Tutto qui».

Insomma la grande svolta c’è stata in America?

«Sì, precisamente a New York. Nei mesi che precedevano il concerto mi sono dato da fare e alla fine di febbraio 2004 sono stato ospitato in una Radio locale per promuovere la mia
performance. Dovevo suonare un lunedì,ma poi per questioni logistiche l’appuntamento è stato spostato alla domenica, giorno in cui i newyorchesi restano a casa. Insomma il giorno più sfigato in assoluto. Però li ho conquistati con una semplice frase: venite ad assistere al sogno americano di un giovane italiano».

L’appello è servito?

«E’ stata la chiave di volta perchè il locale ha registrato il tutto esaurito. E alla fine è stato un grande successo»

E dopo New York?

«Dopo la Grande Mela c’è stata Shangai e poi il tour in Italia e la mia vita è davvero cambiata. Ora mi piacerebbe suonare a Berlino».

Il sogno americano per lei si è avverato…

«Come dicono proprio a New York, chi riesce qui poi riesce in tutto il mondo».

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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