Non andammo su Marte per colpa della guerra in Vietnam

20 luglio 1969. La cosa da un altro mondo, allora eravamo noi. Novelli conquistatori dello spazio alla ricerca di un nuovo Eldorado. Come nella Gold rush del 1848, la ”Corsa all’oro” nello sconosciuto Klondike.
Stavolta al posto dei carri trainati da cavalli, moderne astronavi spinte da motori giganteschi come quello del Saturn V, un ”mostro” alto 111 metri.

Son passati 47 anni e l’emozione per chi ha vissuto quella sera rimane ancora scolpita nella mente. E poi quella frase: «One small step for a man, one giant leap for mankind (Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’Umanità)».

La diretta Rai, il battibecco tra Tito Stagno e Ruggero Orlando, la frase di Neil Armstrong, insomma un episodio indelebile che ha segnato la storia dell’Umanità come la Scoperta dell’America centinaia di anni prima.

Dicevamo 20 luglio 1969 e aggiungiamo 11 dicembre 1972, un periodo d’oro per l’astronautica Usa: dal primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, appunto, a colui che fece l’ultimo passo: Eugene Cernan, meglio conosciuto come The last man on the Moon.


(La prima pagina del Messaggero del 21 luglio 1969)

IL VIAGGIO SU MARTE E IL CONGRESSO USA
Ma il 1969 segna un’altra data importante per la storia dell’esplorazione spaziale, pochi sanno che proprio in quell’anno il Congresso americano stava per votare, e finanziare, il primo progetto per l’esplorazione del pianeta rosso.

«Purtroppo il piano non andò in porto -spiega Giovanni BIgnami, astrofisico, divulgatore scientifico ed ex presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf)-. Grazie allo sbarco sulla Luna, l’eroe del momento era Von Braun. Lo scienziato di origini tedesche si presentò davanti alla commisione del Congresso proponendo proprio una missione su Marte con atterraggio tra il 1981 e il 1984. Riuscì a convincere molti esponenti tanto che il no al progetto vinse solo di pochi, pochissimi voti».
La spiegazione è molto semplice: in quel periodo era in corso la guerra in Vietnam che praticamente divorava tutti i fondi disponibili, «Se non ci fosse stata -conclude BIgnami- sono convinto che su Marte ci saremmo già stati».

INTANTO SI PENSA A TORNARE SULLA LUNA
«Sì, ritorneremo ancora sulla». Lo disse tempo fa James Hartsfield, portavoce della Nasa per il settore esplorazione del Sistema solare-. Sarà la base di partenza dei futuri viaggi nel cosmo. Il nostro obiettivo è di ritornare sul nostro satellite nel 2015». Ma stiamo ancora aspettando.
Quello che fino ad ora è sicuro è che la missione  Apollo, tra brevetti, perfezionamenti e tecnologie innovative, ha prodotto oltre 160.000 ricadute tecnologiche di uso quotidiano.


(Neil Armstrong, Michael Collins e Edwin “Buzz” Aldrin)

LA MISSIONE DI APOLLO 11
L’equipaggio dell’Apollo 11 era composto dal comandante Neil Armstrong e dai piloti del modulo lunare e del modulo di comando Edwin Aldrin e Michael Collins. La missione durò dal 16 luglio, data in cui partirono a bordo del Saturn V, al 24 dello stesso mese del 1969 quando ammararono in una zona dell’Oceano Pacifico e poi recuperati dalla portaerei Uss Hornet. Sul suolo lunare fu lasciata una targa con la scritta: «Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna. Luglio, 1969 d.C.Siamo venuti in pace per tutta l’umanità».

QUEL 20 LUGLIO DEL 1969
La diretta televisiva della Rai inchiodò di notte milioni di telespettatori. In studio tantissimi ospiti, circa 150. E poi in America lui,  il corrispondente-mito “Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando”. Dopo tutti questi anni, 47 per la precisione, quel battibecco sui tempi dell’allunaggio ha un vincitore: Ruggero Orlando, appunto.
Tito Stagno, infatti, nell’annunciare l’arrivo del Lem sul suolo lunare, sbagliò i tempi. A toccare la Luna, in quel momento, non fu il Lem ma una specie di antenna-propaggine del mezzo lunare stesso. Questa affermazione indispettì Orlando che, forse, vedendosi rubata la scena del primo annunciatore del successo spaziale, rispose indispettito: «No, mancano ancora una decina dii metri».
Oggi, dunque, si ricorda quel giorno memorabile, quel giorno in cui le leggi della fisica, in senso filosofico e metaforico, furono stravolte.
Il 20 luglio del 1969 fu la Terra a girare intorno alla Luna.

enzo.vitale@ilmessaggero.it

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica…A volte anche a suon di note Prog

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