E Venere per un giorno vuole fare ombra al Sole

Ora, tra otto anni o mai più. Solo una vita per assistere al transito del pianeta Venere sul Sole, il fenomeno astrale che nessun abitante della Terra ha mai visto prima d’ora. L’ultimo passaggio, infatti, era avvenuto il 6 dicembre del 1882 e si riproporrà l’8 giugno prossimo. Dunque ben 120 anni di attesa per gli astronomie per la comunità scientifica mondiale che lo considera l’evento celeste più rilevante del2004.

Nel frattempo Osservatori, Istitutidi ricerca e gruppi di appassionati si sono già organizzati e hanno preparato una serie di iniziative in tutto il globo. In Italia l’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), il principale ente di ricerca del campo con una rete di dodici osservatori dislocati nell’intera Penisola, ha messo a disposizione anche un sito web,www.passaggiodivenere.it, una finestra spalancata sul cielo in cui sarà possibile trovare tutte le informazioni su cosa accadrà quel giorno e come osservare insicurezza. Una raccomandazione: guardare verso il Sole senza un’adeguata protezione potrebbe essere molto pericoloso. Non scrutare mai direttamente ma servirsi di filtri con un indice di protezione uguale a 14 (gli occhiali da saldatore ad esempio).

L’appuntamento con lo spettacolare passaggio, dunque, è previsto a partire dalle 7,20 di martedì 8, quando Venere transiterà sul disco solare e si sposterà da Est verso Ovest, visibile come un dischetto scuro, 33 volte più piccolo di quello della nostra stella. Concluderà il suo passaggio in circa sei ore, alle 13,25. «Si tratterà di un evento molto più suggestivo del passaggio di Mercurio sul Sole del 7 maggio dello scorso anno – conferma Mauro Messerotti, astronomo dell’Inaf in forza presso l’Osservatorio di Trieste -. Allora Mercurio si presentava come una specie di neo, 160 volte più piccolo del disco solare. Ma adesso,Venere, rispetto a Mercurio, sarà quasi cinque volte più grande». I luoghi ottimali per l’osservazione del fenomeno sono l’Europa, l’Asia e l’Africa. Prossimo appuntamento Sole-Venere nel 2012, fra 8 anni. «Ma sarà visibile – continua Messerotti – solo nell’emisfero Meridionale. Dopodiché sarà necessario attendere altri 120 anni». Alcuni secoli fa, il primo ad ”avvisare” gli altri astronomi del raro evento fu Giovanni Keplero. Nel 1629, il suo Admonitio ad astronomos, Avvisoagliastronomi, appunto,avvertiva che due anni dopo sia Mercurio che Venere sarebbero passati davanti al Sole. Ma Keplero non riuscì ad osservare il fenomeno perchè morì nel 1630. In seguito ci provarono in molti a prevedere l’esatta data del successivo passaggio. A spuntarla fu un giovane autodidatta inglese, Jeremiah Horrocks che il 4 dicembre del 1639 riuscì ad osservare il fenomeno celeste. «Al di là dell’aspetto ”scenografico” – conclude Messerotti – il transito di Venere avrà anche un’alta valenza scientifica. Le minuscole perturbazioni che il passaggio diunpianeta produce su un astro potranno essere misurate da noi astronomi. Una volta calcolata la perturbazione questa potrà servire per la ricerca di altri pianeti di altri sistemi solari della galassia».

Gli scienziati del cosmo non disperano, hanno altri cinque miliardi di anni per approfondire il tema. Poi il Sole si spegnerà.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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