Come il barone rampante, la prof sull’albero

Come Cosimo Piovasco di Rondò, nel celeberrimo libro di Italo Calvino “Il barone rampante”, anche l’agile ex insegnante di educazione fisica Alessandra Tofani ha lasciato la solida terra della Piazzarola e si è inerpicata tra i rami in cima alla pianta. Una forma di protesta per dire chiaro e tondo che l’albero del giardinetto di via Barro non va toccato. Anche per questo, ieri mattina, l’ennesimo tentativo di togliere di mezzo l’abete rosso è andato nuovamente a vuoto: Travanti e la ditta incaricata dell’opera se ne sono tornati a casa. Decisa la protesta di numerosi residenti che, ancora una volta, hanno tentato di far ritornare l’assessore all’Ambiente dell’Arengo sulle sue decisioni. Ma non c’è stato nulla da fare. Oltre alla inconsueta “arrampicata” sull’albero, Gigi Paracciani e una ragazza si sono incatenati al cancello di  ingresso.«Ribadiamo la nostra proposta  – hanno detto in coro i residenti che si erano dati appuntamento in via Barro-, chiediamo all’assessore di rivedere il progetto e spostare l’angolo per i giochi dei piccoli su un altro lato del giardino. Ci sembra la soluzione più semplice e ragionevole che mette d’accordo tutti. Perché tanta ostinazione contro un albero che vive qui da oltre 50 anni?».

Intanto per oggi si annunciano importanti novità. Il responsabile dell’ambiente dell’Arengo, infatti, ha convocato una conferenza stampa sul tema. Molto probabilmente Travanti vorrà spiegare nei dettagli il suo progetto e, chissà, cercare una mediazione con i cittadini. Staremo a vedere. Speriamo trionfi  ’equilibrio e la ragionevolezza. Ma nel caso Travanti decidesse di tornare all’attacco tanti  residenti sono disposti a dare battaglia e non nascondono l’ipotesi di emulare Julia Butterfly Hill che nel 1997 rimase per 738 giorni sopra una sequoia per impedirne l’abbattimento da parte della Pacific LumberCompany. E come ieri mattina la signora Tofani non  avrebbe un attimo di esitazione a ritornare sull’albero perché come lei, in tanti sono convinti che l’abete non deve morire: ormai fa parte del contesto e del quartiere. I residenti sono ottimisti e lungimiranti. Vogliono pensare positivo. Dall’alto  si sa, si piscia più lontano….

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica…A volte anche a suon di note Prog

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