L’uomo, il futuro i robot e la colonizzazione dei pianeti

Se pensate che un giorno i vostri pronipoti potranno raggiungere, passeggiare, e perchè no, vivere su altri mondi, vi sbagliate di grosso. A mettere il veto sulla colonizzazione umana dei pianeti oltre il Sistema Solare è uno a cui bisogna dar retta visto che per 30 anni, dal 1979 al 2009, ha occupato la cattedra dell’Università di Cambridge che fu di Isaac Newton. Stephen Hawking non ha dubbi: nel futuro, l’uomo non sarà in grado di affrontare viaggi spaziali. Tempi troppo lunghi e impensabili per la durata della vita di un uomo. Facciamo un esempio. Una corsa andata e ritorno alla velocità della luce verso Alpha Centauri, distante circa 4 anni luce (il sistema stellare più vicino a noi), durerebbe almeno otto anni, e, se dovessimo raggiungere il centro della nostra Galassia, la Via Lattea, impiegheremmo almeno un centinaio di migliaia di anni. Va detto però che Hawking, in un futuro prossimo, ipotizza l’utilizzo dell’ingegneria genetica «per rendere la vita basata sul Dna capace di sopravvivere indefinitamente, o almeno per un centinaio di migliaia di anni», queste le sue testuali parole. Ma su questo, il più famoso cosmologo del pianeta, è scettico. Quella che lui stesso definisce la Self design evolution (Evoluzione auto-diretta), porterebbe a grosse problematiche sociali e allo scontro tra l’«uomo potenziato geneticamente» e l’«uomo normale». E allora cosa fare? Meglio affidarsi a macchine intelligenti basate su componenti meccanici ed elettronici, piuttosto che ad un uomo geneticamente modificato. Questi robot potrebbero essere progettati per affrontare i viaggi interstellari. «Una volta sbarcati nei Sistemi di altre stelle, poi, potrebbero reperire qui le materie prime per la costruzione di nuove macchine-robot -è sempre Hawking a parlare-, le quali potrebbero a loro volta partire per la colonizzazione di stelle ancora più lontane. Queste macchine-robot sarebbero da considerare una vera nuova forma di vita, basata su componenti elettronici e meccanici, piuttosto che su macromolecole chimiche». Insomma stiamo entrando in una nuova fase. Si ripeterebbe ciò che è avvenuto nel lontano, lontanissimo, passato. La Terra, infatti, per miliardi di anni, è stata dominata da creature semplici come plancton, batteri e alghe. Poi è arrivato il Dna che ha sostituito queste forme di vita. L’uomo avrà la stessa sorte? Ci estingueremo come i dinosauri? E il futuro a chi apparterrà? Ai robot? Hawking di una cosa sembra certo: alla fase darwiniana di tipo biologico seguirà la nuova forma meccanico-elettronica. Una popolazione di robot sopravviverà anche dopo la morte del Sole (tra 5 miliardi di anni), e darà vita (vita?) a una nuova società in grado di colonizzare i pianeti in altri sistemi stellari. Ma forse non ci ho capito nulla. Pensare che il futuro apparterrà a un drone mi dà l’ansia.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog

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