Turisti dello spazio a prezzi low cost

«I passeggeri del volo termosferico della navetta Space Ship Two sono attesi al gate d’imbarco. Hanno la precedenza coloro che hanno prenotato il biglietto con priorità alta».

Detto così sembrerebbe il costrutto di un racconto di fantascienza, ma tra qualche anno, state sicuri, diverrà un normale annuncio di una hostess.

Sui voli privati nello spazio la Virgin Galactic di sir Richard Branson pigia il piede sull’acceleratore. Dopo il successo di due giorni fa, quando la navetta ausiliaria è arrivata alla velocità del suono per ben 16 secondi, lo staff della Virgin è al… settimo cielo
«Un altro fondamentale tassello è stato aggiunto al nostro progetto -conferma da New York Seth Snider, referente per l’Italia -, il sogno di volare oltre l’atmosfera si avvicina sempre di più».

Ma per ora questo sogno resta prerogativa di pochi. Secondo la Virgin Galactic sono circa 550 le persone prenotate per il fantastico viaggio. Ricchi, ricchissimi localizzati in tutti i luoghi del globo. «Provengono dai cinque continenti, meno che dall’Antartide -scherza Snider-, e tre di questi futuri turisti spaziali sono italiani. Tre imprenditori, di più non posso dire».

E da dove si parte? Anche per questa domanda la risposta è pronta: Spaceport America, nel New Mexico, spaceportamerica.com/ primo spazioporto al mondo destinato ad essere il trampolino di lancio per i voli spaziali commerciali. Un progetto da 209 milioni di dollari ancora in fase di completamento ma già fruibile per le prove della navetta Space Ship Two.

Alla Virgin c’è gran fermento perchè il prossimo test ha ambizioni maggiori e “vola” ancora più in alto. I progettisti della navetta vogliono estendere il tempo di accensione del motore a razzo a 70 secondi e raggiungere un altezza di 100 chilometri, arrivando al confine tra atmosfera e spazio, compiendo un volo suborbitale.

Fino a poco tempo fa scienziati, tecnici e progettisti si erano dati una data per l’inaugurazione del primo volo: il 2014, ma ora la filosofia è cambiata: «Non possiamo correre prima di aver imparato a camminare», ammette sempre Snider, il pensiero principale è la sicurezza del volo e dei suoi futuri passeggeri».

Insomma un pò di pazienza. Per adesso c’è posto solo per una manciata di Paperoni e Rockerduck sparsi nel pianeta. Ma non bisogna disperare: come per auto, telefonini, voli aerei, all’inizio prerogativa di pochi, anche per i turisti dello spazio si annunciano tempi meno grami: la Virgin è lungimirante, punta ai voli low cost!

enzo.vitale@ilmessaggero.it
su Twitter: @enzotvitale
www.enzovitale.com

Pubblicato il 02 Maggio 2013 alle 14:56
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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog

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