San Lorenzo, la lunga notte delle stelle

PICCOLE stelline, frammenti celesti, parti attive dell’Universo che rivivono in noi sotto forma di desideri. Poesia e scienza per la notte più affascinante dell’anno. Astronomia e gastronomia per un appuntamento da trascorrere  con gli amici. E’ la notte di San Lorenzo, la notte delle delle stelle cadenti. Cene all’aperto, degustazioni di vini, trekking sotto gli astri e incontri di osservazione sono fra le proposte più originali di alcuni gruppi di astrofili per godersi la pioggia di meteoriti. Dalle spiagge del litorale marchigiano fino alle vette dei Monti Sibillini, mille appuntamenti per il giorno dei desideri. Il 2004 si annuncia particolarmente fortunato per l’osservazione perchè l’assenza del disturbo della luce lunare consentirà di osservare un buon numero di meteore. Sarà possibile seguire l’evoluzione dello sciame meteorico per alcuni giorni. La massima attività dovrebbe aver luogo intorno alle ore 23 di domani sera. Gruppi e associazioni locali allestiranno siti osservativi per poter seguire con il pubblico l’attesa pioggia di ”stelle”. Per osservare lo sciame basterà rivolgere lo sguardo verso Nord-Est in direzione della costellazione di Perseo (da qui il nome di Perseidi), punto d’origine del fenomeno. Se non si è esperti di costellazioni, per trovare Perseo basta cercare la caratteristica ”W”di Cassiopeia, la sua vicina di cielo e attendere con pazienza.

Ma che origini hanno le stelle cadenti della notte di San Lorenzo? La “madre” delle Perseidi è una cometa, si chiama Swift-Tuttle (dal nome dei suoi scopritori). E’ passata vicino al Sole nel 1992 e la rivedremo, anzi la rivedranno, solo nel 2126. Nel suo lungo cammino intorno alla nostra stella ha lasciato parte di sé. Frammenti e corpuscoli che diventano, nella nostra estate, uno degli spettacoli più attesi dell’anno. «L’inusuale ”pioggia” di stelle -dice Marino Belli, astrofilo del gruppo Orionesi verifica ogni anno per effetto del passaggio della Terra attraverso una nube di polveri lasciata lungo la propria orbita dalla cometa Swift-Tuttle.  Queste piccole particelle si “consumano” a grande velocità negli strati superiori dell’atmosfera, producendo delle splendide scie luminose. In rare occasioni può accadere che entrino in atmosfera dei frammenti di dimensioni  sensibilmente maggiori: in questo caso si ha uno spettacolare “bolide”, più luminoso delle stelle più brillanti nel cielo, con una vasta tipologia di colori, forme e lunghezze delle scie, che possono persistere in cielo anche per molti  minuti».

Per l’osservazione le ore migliori saranno quelle fra le 23 e l’alba. Naturalmente è meglio recarsi in un luogo buio, lontano dalle luci della città e tenere presente che al nostro occhio occorrono una ventina di minuti per  adattarsi bene al buio e distinguere luci anche deboli. Mano all’orologio  dunque, perché mancano solo poche ore a uno degli eventi più magici dell’estate. Occhio al cielo per veder apparire un guizzo di luce, esprimere un  desiderio e abbandonarsi ai ricordi, alle fantasie, ai sogni.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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