Toutatis, la minaccia dell’asteroide

ROMA  Si chiama Toutatis ed ha preso il nome da una divinità dell’olimpo gallico. In astronomia è più semplicemente un oblungo e informe asteroide di 5 chilometri di diametro la cui sigla è 4179 (1989 Ac). Mercoledì 29 sarà alla distanza minima dal nostro pianeta, circa un milione e 570 mila chilometri, quattro volte lo spazio che separa la Terra dalla Luna.

Quando fu scoperto destò non poche preoccupazioni, ma ora gli scienziati sono più tranquilli. Nessun probabile impatto, nessun “Armageddon”, nessun giudizio finale,  insomma, a sentire gli astronomi, dovremo dormire sonni tranquilli e l’Apocalisse dovrà aspettare ancora un po’. Nel suo vagare nel Sistema solare, Toutatis, incontra l’orbita terrestre una volta ogni 4 anni. Nel dicembre 1992 scatenò le paure più recondite passando a “soli” 3.620.000 chilometri dal nostro pianeta. Fu scoperto il 5 gennaio 1989 da AlainMauryeDeran Mulholland ma precedenti verifiche stabilirono che il corpo celeste era stato già osservato negli anni ’30 da un “cacciatore” di pianetini belga, tale Eugene Delporte.

A vegliare su di noi è una rete internazionale che vede la partecipazione attiva degli scienziati dell’Inaf. «Con il nostro telescopio Schmidt di Campo Imperatore -commenta Elisabetta Dotto, planetologa e coordinatrice, insieme ad Andrea Di Paola e Andrea Carusi, del Cineos- (Campo Imperatore near Earth objects survey, ndr), vengono effettuate scansioni sistematiche del cielo. Ogni volta che si individua un oggetto minore viene segnalato al Minor Planet Center di Cambridge in Usa, il centro mondiale dove vengono elaborate le orbite e i potenziali allarmi». In Europa siamo leader. La stazione osservativa dell’Osservatorio di Roma, infatti, è quella più prolifica.«Intreannidi attività -proseguel’astronoma-, abbiamo scoperto 1.600 nuovi asteroidi di cui 6 Neo (Near earth objects) e ne abbiamo osservato l’evoluzione diuna trentina».

Toutatis è uno dei più grandi Asteroidi potenzialmente pericolosi.«Presenta una fra le più strane rotazioni mai osservate nel sistema solare -continua la Dotto-. Invece di ruotare intorno ad un unico asse ruzzola». In soldoni si muove in modo analogo a quello di un pallone da rugby quando ribalza.

Ma cosa potrebbe accadere in caso di impatto? Difficile dirlo. Molto dipende dalla “consistenza” dell’oggetto,ma con i suoi 5 chilometri di diametro, Toutatis, costituirebbe un terribile pericolo. Secondo la Nasa un corpo celeste con queste caratteristiche potrebbe scatenare (impatto con l’Oceano) una gigantesca onda distruggendo insediamenti costieri e causando milioni di morti. Se impattasse sul suolo, invece, potrebbe cancellare l’intera Europa e sollevare una tale quantità di polvere che modificherebbe il clima, dando origine ad una miniera glaciale.

Il 30 giugno 1908 un oggetto di circa 50 metri di diametro cadde in Siberia. Devastò un’area di oltre 2.000 chilometri quadrati. Ogni paragone è superfluo.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica…A volte anche a suon di note Prog

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