Come muore una cometa

Gian Paolo Tozzi, astrofisico Inaf ad Arcetri, ha seguito la parabola della cometa presso il radiotelescopio di Medicina, a Bologna, insieme a un team di scienziati.

Ecco la sua testimonianza sulla fine della cometa che, a quanto pare, ci riserverà altre sorprese. Una parte del nucleo è infatti sopravvissuto agli effetti del Sole.

Per capire cosa accadrà bisognerà attendere la prima settimana di dicembre, quando i resti di Ison saranno più vicini al nostro pianeta

«Il nostro gruppo segue la cometa da un anno, da ottobre 2012, a un mese dalla sua scoperta. Da quel momento non l’abbiamo mai mollata -prosegue lo studioso-. La sera di giovedì 28, attraverso le riprese di SoHO, avevamo notato qualcosa di strano. La cometa aveva cambiato il suo aspetto: al principio aveva un nucleo ben definito, poi è diventato sempre più debole e puntiforme, un processo tipico di quando una cometa frammenta il suo nucleo, si dissolve e rimane solo parte della coda»……..

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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