Stella come il Sole divorata da un buco nero

Il fenomeno era già conosciuto, ma questa volta, la distruzione di una stella «divorata» da un buco nero, è stata anche osservata. Insomma, per parafrasare una famoso detto romano, quel buco nero è stato pescato con il sorcio in bocca.

E’ accaduto che alcuni giorni fa un gruppo di ricercatori guidati dall’astrofisico Sjoert van Velzen della Johns Hopkins University, ha registrato con gli strumenti, il momento nel quale una piccola stella, più o meno delle dimensioni del nostro Sole, viene letteralmente divorata da un buco nero.

A 300 MILIONI DI ANNI LUCE

Il «mostro» in questione si trova al centro di una galassia situata a circa 300 milioni di anni luce da noi. L’evento ha poi dato origine alla formazione di un getto di materia che si è spostato a velocità prossima a quella della luce.

I risultati sono già stati riportati sulla rivista Science.

 

«Le nostre osservazioni hanno permesso di seguire la traiettoria della stella mentre si è spostata dalla sua orbita e che poi è stata catturata dalla gravità del buco nero supermassiccio», ha spiegato proprio van Velzen, aggiungendo che «Questi eventi sono estremamente rari».

«E’ la prima volta che assistiamo alle fasi principali che abbiamo potuto monitorare nel corso di diversi mesi, cioè dalla distruzione della stella alla formazione del getto relativistico».

ECCO COSA AVVIENE

Quando una stella finisce in un black hole, viene disintegrata da quelle che i ricercatori definiscono “maree gravitazionali”. Il gas della stella così va a formare un disco di accrescimento che, vorticando attorno al buco nero, raggiunge temperature vicine ai milioni di grado. «A quel punto -spiegano gli scienziati- il gas situato nella zona interna del disco forma una spirale diretta verso il buco nero, dove il rapido moto orbitale ne amplifica il campo magnetico, dando così origine a una sorta di doppio imbuto attraverso il quale alcune particelle riescono a sfuggire in direzioni opposte. Ne risultano getti di materia prossimi alla velocità della luce».

GLI ALTRI EPISODI

Nell’agosto di quattro anni fa un fatto analogo era stato registrato dagli strumenti di altri ricercatori. Gabriele Ghisellini, astronomo dell’osservatorio Inaf di Brera, così aveva descritto l’evento: «È accaduto che un buco nero di taglia extralarge s’è mangiato una stella. La malcapitata ha avuto la sventura d’avvicinarsi troppo al raggio d’influenza del mostro, finendo spappolata in tanti detriti e divorata in un tempo relativamente breve. In seguito a quest’ingestione, si sono formati due getti, in direzioni opposte, che trasportavano parti della stella distrutta e una notevole quantità di campo magnetico. Non solo: uno di questi getti si è diretto esattamente verso la Terra. Ed è stata proprio quest’ultima particolarità a rendere l’evento così eccezionale, perché è molto raro che il nostro pianeta venga a trovarsi al centro del mirino di questi getti spaventosamente veloci». Allora l’evento si era verificato al centro di PGC 043.234, una piccola galassia distante circa 290 milioni di anni luce nel Superammasso della Chioma, dove un buco nero della massa pari ad alcuni milioni di volte la massa del Sole, aveva ingoiato un’altra stella.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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