Polvere di stelle anche in Italia

ROMA – Partenze e arrivi sulla rotta delle stelle con la sonda Stardust che lascia il testimone a New Horizons. La prima, che sbarca oggi (ore 11 ora italiana) nel deserto dell’Utah, proviene direttamente dagli spazi siderali dove ha percorso quasi 5 miliardi di chilometri e incontrato la coda della cometa Wild 2. La seconda, invece, si accinge a compiere un lunghissimo viaggio in direzione dell’ultimo pianeta del Sistema Solare: Plutone. Ma è su Stardust che si sta concentrando l’interesse degli scienziati di tutto il mondo perchè la navicella Nasa, nel suo “pellegrinaggio planetario” (ha oltrepassato l’orbita di Giove), ha catturato il pulviscolo sperduto nello spazio, quello della nostra galassia, la Via Lattea, originato dalle esplosioni delle supernove. E oggi la navicella riporterà quegli antichissimi resti sulla Terra dove un folto gruppo di scienziati è già pronto ad analizzarli. Polvere di stelle per comprendere la nostra storia, quella del Sistema solare.

Ma a questa missione possiamo concorrere tutti, basta andare sul sito Stardust@Home (http://stardustathome.ssl.berkeley. edu) e prenotarsi per la partecipazione al progetto di ricerca mondiale. Si potranno analizzare delle immagini digitali per mezzo di un microscopio virtuale manovrabile dal proprio computer. La missione della navetta americana è durata sette anni. Fu lanciata il 7 febbraio del 1999 ma a incontrato la cometa Wild 2 solo al termine della missione, ai primi di gennaio di due anni fa. Ha sentito il “calore” della sua coda e si è avvicinata al nucleo centrale arrivando quasi a sfiorarla, a circa 241 chilometri. Ora ci riporta il suo prezioso carico “alieno”,ilprimoriportato sulla Terra da un corpo roccioso del Sistema Solare, subito dopo le rocce lunari prelevate dalle missioni Apollo. «Un lavoro immane »,hanno ammesso gli analisti del progetto Stardust all’annuale riunione dell’American Astronomical che si è tenuta il 10 gennaio scorso. Il progetto Stardust@Home, al quale si pensa che parteciperanno migliaia di appassionati in tutto il mondo, è simile a Seti@Home, dedicato alla ricerca di segnali radio alieni dallo spazio. «Il lavoro di analisi comincerà dal primo marzo di quest’anno -dicono sempre dalla Nasa- e le iscrizioni al progetto sono già aperte e già centinaia di adepti sperano di essere ammessi anche perché gli scopritori di una particella saranno premiati con la firma sull’articolo scientifico che coronerà la ricerca».

Forte il contributo del nostro paese. Ad esaminare le polveri della cometa, infatti, saranno anche decine di ricercatori del gruppo italiano coordinato dall’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) presso l’Osservatorio di Capodimonte, e al quale partecipanouniversitàParthenope di Napoli e Osservatorio di Catania. Particolarmente delicata sarà l’operazione di discesa a terra della capsula, che non dovrà riportare il minimo danno. Gli studiosi fanno gli scongiuri e sperano di non ripetere l’esperienza di Genesis.

Ma se c’è qualcuno che arriva, qualcun altro è pronto a partire. Martedì 17, infatti, un nuovo appuntamento planetario con il lancio di New Horizons, la prima sonda terrestre che visiterà il pianeta Plutone e il suo satellite Caronte. Ma ci sarà da attendere, non c’è fretta: il suo arrivo è previsto solo nel 2015.

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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