“Contrordine, andare su Marte è sbagliato: il nostro posto è sulla Terra”

LO STUDIO

«Il nostro futuro non è su altri pianeti. Il nostro futuro è sulla Terra. Colonizzare Marte? Andare sul pianeta rosso una volta che il nostro guscio non sarà più abitabile? Sono solo pericolose fantasie».
La profezia è contenuta in uno degli ultimi lavori di Stephen Cave, scrittore e filosofo ed è supportata dall’astronoma Lucianne Walkowicx e da Huw Price, direttore del Centre for the Study of Existential all’Università di Cambridge.

IL TEOREMA
Il corollario di Cave & Co. prende spunto dai record dell’astronauta Scott Kelly che ha trascorso un anno sulla Iss, la Stazione spaziale internazionale.
Secondo lo studio interdisciplinare, proprio tale esperienza potrebbe mettere la parola fine ai grandi desideri dell’Umanità, quelli che in molti chiamano Il piano B, ovvero quello di inviare su Marte missioni umane per dare vita a una vera e propria colonizzazione. O meglio a quella che gli scienziati definiscono Terraformizzazione.
«È una fantasia pericolosa. Non c’è luogo nel nostro Sistema solare -sentenzia Cave-, che possa essere ospitale». E poi un paradosso: «Meglio colonizzare i luoghi più difficili sulla Terra come la cima dell’Everest, i deserti o il Polo Sud, di certo molto più favorevoli per l’insediamento umano che qualunque posto nello spazio».
Secondo Cave la sfida che l’Umanità dovrebbe affrontare nello spazio è immane. «Impossibile spostare sul pianeta rosso persone, anche una manciata, per non parlare di un’intera civiltà». Impensabile anche creare un habitat terrestre e trasformare milioni di miglia quadrate di roccia sterile, congelata, in un luogo senz’aria, in qualcosa che si può chiamare casa. Insomma «meglio affrontare i problemi qui sulla Terra perchè l’idea della colonizzazione di altri pianeti, non è solo sbagliata è soprattutto pericolosa».

INSEDIAMENTI SPORADICI
Al massimo si potrà pensare a insediamenti sporadici di qualche avventuriero delle Agenzie spaziali, astronauti professionisti e non semplici persone.
Cave è categorico: «Uno dei molti vantaggi dell’esplorazione spaziale è che ci ha insegnato quale deve essere il nostro posto nell’universo. Attraverso lo spazio -continua- abbiamo capito quanto sia preziosa la nostra Terra: l’unico posto dove c’è aria respirabile e acqua potabile in abbondanza».
L’avvertimento è chiaro: il nostro futuro è qui.

enzo.vitale@ilmessaggero.it

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Giornalista del Messaggero.. vago tra cieli e cultura scientifica...A volte anche a suon di note Prog
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